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Versione solo testo - Camera di commercio di Vercelli, 22 settembre 2020
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SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA UE DEL 6 MARZO 2014 - OBBLIGO DI PARTITA IVA SE LA MERCE NON RIENTRA NELLO STATO DI ORIGINE



Vercelli, 22 settembre 2020
Ultimo aggiornamento: 13.03.2014



Internazionalizzazione



SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA UE DEL 6 MARZO 2014 - OBBLIGO DI PARTITA IVA SE LA MERCE NON RIENTRA NELLO STATO DI ORIGINE



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Le imprese di altri Paesi Ue che inviano in Italia beni in conto lavorazione sono tenute ad aprire una posizione Iva italiana se le merci lavorate non vengono rispedite nel paese di provenienza.

Questo il risvolto della recente sentenza della settima sezione della Corte di Giustizia UE del 6 marzo 2014 dove evidenzia, nella causa C606/12, che l’articolo 17, paragrafo 2, lettera f), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretato nel senso che, affinché la spedizione o il trasporto di un bene non sia qualificato come trasferimento a destinazione di un altro Stato membro, tale bene, dopo l’esecuzione dei lavori che lo riguardano nello Stato membro d’arrivo della spedizione o del trasporto del bene stesso, deve necessariamente essere rispedito al soggetto passivo nello Stato membro a partire dal quale esso era stato inizialmente spedito o trasportato.

La norma italiana, che concede il regime sospensivo subordinando la condizione che i beni lavorati non rimangano sul territorio italiano ma che lascino l'Italia per una qualsiasi destinazione estera, non è conforme al diritto dell'Ue.

Dovendo ora intendere la norma nel significato precisato dalla Corte, il principale effetto concreto è che i committenti Ue, allorché invieranno in Italia, in conto lavorazione, beni destinati a essere poi spediti, per loro conto, in paesi Ue diversi da quello di provenienza, oppure al di fuori dell'Ue, dovranno necessariamente avvalersi di una posizione Iva italiana (rappresentante fiscale o identificazione diretta) per

a.      applicare l'imposta all'atto dell'introduzione dei beni

b.      assolvere gli adempimenti relativi alla successiva cessione intracomunitaria o all'esportazione, che si considera effettuata in Italia.



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